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OSCAR PORTELA versionado al italiano por GILDA PERLINGIERI SIMONINI
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 Article publié le 1er février 2010.

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« OSCAR PORTELA versionado al italiano

por GILDA PERLINGIERI SIMONINI »

COME DOVREBBE ESSERE

poema de OSCAR PORTELA

Tutto è finito : così dovrebbe essere.

Si fece cosi justizia. Soli negri

Nei suoi posti e il vento già

sparge le ceneri che guardavano le urne

della memória. Polvere sono ora

disperse tra frammenti delle ore

a occhio visto e torrenti di lacrime

In infinite notti illuminate per gelide stelle

In crudeli incubi che ritornano a me

E quel lupo, che affila i denti

dell’ estate, dove amori torbidi

incendiano l’anima

confinata in lacune, in imagini barbare

E specchi d’ illusioni che riflettono

le ore, sempre indigenti

di tempo sepolto

Cosi dovrebbe essere : adesso che solo, che molto solo

faccio rime com gli spettri del sangue

che vengono di sotterranee orme

com spettri e anime, penso che le

domande non furono contestate

e che invano tutto fu : nemmeno l’orrore m’aspetta

libero sono di abbandonare il campus

che l’angelus attinga cuori amati

confinati, sepolti fra vivi e morti

ombra tra ombre : fumo dell’essere

Tuttavia mi inquietano l’indigenti

frecce del destino

Oh, io, Oscar Ignácio Portela

sucessione discontinuata, bivaco di guerre

inconcluse, porto appena con me

la fame dell’infinito, la parola assoluta

e l’inerte abbandono della sorte impervia

come dovrebbe essere.

CIRCOLO VIZIOSO

poema de OSCAR PORTELA

E così, qui stiamo. In un non ’stare’

E cosi, qui e dove,

Se non conosciamo la direzione ?

Soli de albe ácide

Crepuscoli vuoti

Notti ripetute come onde

del mare e la stessa ricerca

per stretti sentieri - le stesse cinture senz’ ali

asfissiate per la passione dell’ assoluto -

lo stesso sterile eratico godimento

e lo spasimo que comunica

con le pulsazioni di vita

al destarsi de un sogno circolare

come di un uccello predatore

sulla sua preda e passa il tempo.

E passiamo noi, lo stesso

Istante e allora, qui stiamo

A nessuno luogo siamo andati

- l’ angolo muto e ’muto’

treme sotto la mano

la spalla

ma le tue gambe , le tue ansie di volare

la tua spaventosa sete

che è la sete del vampiro

che desidera essere l’ Altro,

raggiungersi a se stesso

e essere ceneri

levate per il vento - lui stesso

essere che del niente fa, spazio cósmico e morata

domandasi : e allora, qui stò,

immobile davanti all’ eternità

e al vuoto del tempo

que non redime né l’amore

né lo spavento, né il vuoto

più fondo que il vuoto,

fin qui siamo arrivati

e da qui eravamo partiti

Soltanto i marfilinei denti

Sono luminosi riflessi

Di iridiscenti lune

Que oggi dissanguano domande

Come quella que dice :

E cosi, que facciamo oggi

Fratelli ?

Fin qui siamo arrivati.

ACQUE CRISTALLINE

poema de OSCAR PORTELA

a Zoe Arroyo

Un mormorio di cristalline acque

odo nel mio cuore : sotto di me

cuore di bambino e príncipe dei

verdi prati che percorrevo

col mio cavalo bianco, con il

quale attraversavo i sogni

dei cieli più torbidi

o dei desiderii più azzurri,

aldilá, dell’ eredità perduta,

la vera pátria che alle volte ritorna

a gemere in me,

già detronizzato, e morto il mio cavalo

ma l’ acque pure, cristalline,

suonano nell’ udito e miei canti,

lanciati adesso per l’angelo

che di lontano, mi dice, continua

l’ ode della vita, il ponte

che conduce da questa porta stretta

all’ ampio cielo che solcava

certa volta e già con me

anche se io lo ignori. Così mi dice

Zoe, e malgrado le foglie dell’ autunno

io continuo.

LEGGEREZZA

poema de OSCAR PORTELA

Lievi come la spuma

del mare-amore, lievi

come il soffio aureo

dell’ alito che insuffla

vita al deserto

dello spirito :

lievi come la gioventù

lievissima, senza la croce del

passato che lapida

i nomi e sopra

al quale corre il mare,

né gli occhi ombrati

per il sole lanciati

fino al futuro

lievi, cosi cosi lievi

come l’istante

che fugge

senza che nessuno lo avverta

lievi, lievi, lievissimi

fra spasimi agonici e sogni

che promettevano estasi

e aure, dove giacere

desnudati e purificati

lievi, lievi, lievissimi

stiamo, stavamo

durante alcuni istanti

qui, in questo mondo

mentre il sole cadeva

sopra la arida terra

riempiendosi de ombre

Qui, qui, lievi, lievissimi.

« Traduzione : GILDA PERLINGIERI SIMONINI »

“Nasceu em Nápoles, Itália, em 07 de maio de 1923. Formada em Magistério em La Spezia, vive em São Paulo, Brasil desde 1948, onde constituiu família e se dedicou, desde então, ao ensino da Língua e Cultura Italianas como também ao trabalho de tradutora. É grande apreciadora da leitura : poesias, romances, biografias, tanto em português quanto em sua língua de origem.”

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